Una verità irrisolta

Una verità irrisolta
ispirazione quindi impegno
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venerdì 10 aprile 2009

Venerdì Santo 2009: 10 aprile

MEDITAZIONI E PREGHIERE DI
Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor
THOMAS MENAMPARAMPIL, S.D.B
Arcivescovo di Guwahati (India)

Anche nella nostra Parrocchia queste meditazioni sono state lette con momenti di silenzio per la meditazione.

Riporto qui il Link per chi vuole approfondirne il contenuto


lunedì 16 marzo 2009

tigri (Radiovaticana)


Delegazione di vescovi in visita nei campi profughi dello Sri Lanka

◊ La Chiesa dello Sri Lanka - riferisce L’osservatore Romano - mobilita le sue strutture per portare aiuti materiali e conforto spirituale nei campi profughi. Una delegazione della Conferenza episcopale, guidata dal presidente Joseph Vianney Fernando, si è recata la scorsa settimana in 13 centri dove sono raccolte circa 40 mila persone, scampate alla furia dei combattimenti tra l’Esercito del Governo di Colombo e i guerriglieri del Movimento Tigri per la liberazione dell’Eelam Tamil (Ltte). Mons. Norbert Marshall Andradi, segretario della Conferenza episcopale, ha riferito che i vescovi cattolici sono stati i primi religiosi ad entrare nei campi profughi e che le autorità civili hanno chiesto alla Chiesa cattolica l’invio di suore per assistere le donne e i bambini. Allertata anche la Caritas nazionale che sta già provvedendo a reperire materiale scolastico ed insegnati volontari per consentire piccoli rifugiati di riprendere la scuola. In questi giorni - riferisce l'agenzia Misna - quasi 2000 civili sono fuggiti dalle zone di combattimento nel fine settimana mentre i soldati avanzano nei 30 chilometri quadrati dove si concentra l’ultima resistenza delle ‘Tigri tamil’; secondo dati forniti dai militari oltre 900 persone hanno raggiunto a piedi Puthukkudiyiruppu, controllata dall’esercito, mentre 62 sono fuggite via mare; sabato, i fuggitivi sono stati 1015, di cui 420 via mare. Oggi l’ufficio Onu a Colombo ha denunciato l’arruolamento forzato di tre suoi dipendenti da parte dei ribelli tamil nella zona dei combattimenti. Sarebbero centinaia i civili, adulti e ragazzi, costretti dalle Ltte ad imbracciare le armi nell’estremo tentativo di respingere i soldati. (R.G.)

Africa per Benedetto XVI: dalla Radiovaticana


Dalle Carmelitane di Yaoundé 50 mila ostie per la visita del Papa in Camerun

◊ Sono le monache carmelitane del monastero che si trova nel quartiere Etoudi di Yaoundé ad aver preparato le 50 mila ostie che saranno distribuite ai fedeli durante la visita di Benedetto XVI in Camerun. Per i sacerdoti sono pronte invece 1.800 particole. Per la Messa allo stadio Ahmadou Ahidjio, dove il Papa consegnerà ai vescovi dell’Africa l’Instrumentum Laboris della II Assemblea Speciale per l’Africa, il 19 marzo, le religiose sono state incaricate anche dei paramenti sacri. Intanto nelle diverse diocesi del Camerun proseguono momenti di preghiera e celebrazioni per il buon esito della visita pastorale del Pontefice, mentre gruppi di sacerdoti, religiosi e laici si preparano a raggiungere la capitale il 16 marzo. A Douala, invece, i fedeli seguiranno le tappe del Papa attraverso Radio Veritas. “Il Camerun è l’Africa in miniatura – ha dichiarato qualche giorno fa il nunzio apostolico mons. Eliseo Antonio Ariotti – è un Paese bilingue che presenta una grande diversità culturale e religiosa. Un Paese ideale per il Pontefice per rivolgersi all’Africa”. E in questi giorni sono sempre più numerosi i fedeli che a Yaoundé stanno acquistando le stoffe realizzate appositamente per la visita di Benedetto XVI commissionate dall’arcidiocesi e t-shirt con l’effige del Papa. (T.C.)


La Chiesa dell’Angola si prepara ad incontrare il Papa

◊ Sono attesi 500 mila fedeli alla celebrazione che sarà presieduta dal Papa il 23 marzo a Cimangola, una delle tappe della sua visita pastorale in Angola. A spiegare ai giornalisti i dettagli dell’organizzazione è stato mons. Filomeno Vieira Dias, coordinatore della Commissione delle attività per il viaggio di Benedetto XVI in Angola. Almeno 4 mila persone rappresenteranno le diverse arcidiocesi del Paese e troveranno ospitalità nelle scuole cattoliche, organizzate per l’occasione in centri d’accoglienza. Per mons. Vieira Dias la visita del Papa in Angola è una grande opportunità perché gli angolani offrano al mondo l’immagine di un popolo unito e speciale. “Questa visita – ha detto – animerà i fedeli ed aiuterà la Chiesa Cattolica ad unire e sviluppare la sua missione di evangelizzazione in Angola. Incoraggerà, conforterà e stimolerà gli angolani sulla necessità di integrare gli sforzi per la ricostruzione nazionale, la riconciliazione e la pacificazione”. Mons. Vieira Dias ha aggiunto che l’arrivo del Papa darà vita a momenti di riflessione collettiva su diverse questioni, specialmente sulle questioni sociali. “Il nostro Paese si dibatte ancora per il radicamento della fame e talvolta questo problema è provocato dalla mancanza di coscienza di alcune persone che non vogliono fare nulla pur avendo le forze e i mezzi. Spero che le sagge parole del Pontefice aiutino le persone a rimboccarsi le maniche e a lavorare” ha detto l’artista angolano Tomás Ana che nella visita del Papa vede un momento importante per il Paese. Per Ana Benedetto XVI darà un messaggio di pace e di gioia e bisognerà accoglierlo a braccia aperte. (T.C.)

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mercoledì 11 febbraio 2009

Gaza da un altro punto di vista

La Caritas a Gaza aiuta 2000 famiglie

◊ La Caritas sta fornendo cibo a 2000 famiglie di Gaza tagliate fuori dagli aiuti a causa della recente campagna militare israeliana. La Striscia ha una popolazione di circa un milione e mezzo di persone, il 90% delle quali dipende fortemente dagli aiuti umanitari dopo che i bombardamenti hanno distrutto case, ospedali, scuole, fognature e varie infrastrutture. L'operazione militare si è svolta dopo un blocco di 18 mesi in cui la gente di Gaza ha visto prosciugarsi le riserve di cibo e l'economia è stata ridotta in ginocchio. La Caritas, ricorda un comunicato inviato all'agenzia Zenit, distribuirà olio, farina, riso, zucchero, tè, pasta di pomodoro, carne in scatola e latte, e sta fornendo anche coperte e medicinali. La settimana scorsa, le Nazioni Unite hanno sospeso le spedizioni di aiuti, affermando che il Governo di Hamas ha immagazzinato centinaia di tonnellate di cibo. La Caritas ha lanciato recentemente un appello per raccogliere due milioni di dollari per finanziare un programma di sette mesi per fornire a 2000 famiglie di Gaza cibo, assistenza sanitaria e igienica e sostegno finanziario. Durante il conflitto, ha anche fornito assistenza medica agli abitanti della Striscia attraverso cinque postazioni mediche, una delle quali è stata distrutta da un attacco aereo israeliano. Al di là degli aiuti d'emergenza, Gaza avrà bisogno di una ricostruzione a lungo termine dopo gli attacchi, costati la vita a più di 1.300 persone. Le Nazioni Unite hanno affermato che l'operazione israeliana, durata tre settimane, ha lasciato due terzi dei residenti della Striscia senza mezzi, un terzo senza acqua potabile. Le strutture sanitarie non hanno più i medicinali di base. Le agenzie umanitarie stanno affrontando difficoltà nell'accedere a Gaza, visto che molti varchi sono chiusi e Israele sta imponendo restrizioni su chi può entrare nella zona. (R.P.)

lunedì 2 febbraio 2009

LE ACLI AL WORLD SOCIAL FORUM DI BELEM



Roma, 29 gennaio 2009 - Ci sono anche le Acli al World Social Forum di Belem, in Amazzonia, dove sono riuniti in questi giorni e fino al 1 febbraio oltre 80mila persone provenienti da 150 Paesi del mondo, in rappresentanza di movimenti, organizzazioni, e reti sociali internazionali.

Le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani - che partecipano ai Forum Sociali Mondiali sin dalla prima edizione del 2001, a Porto Alegre - sono oggi presenti a Belem con una delegazione del dipartimento "Pace e Stili di Vita", composta da italiani e residenti, cooperanti, collaboratori, giovani del servizio civile, volontari dei progetti di cooperazione e sviluppo promossi in Brasile dalla propria organizzazione non governativa - Ipsia - a Recife e Salvador.

«Lavoriamo per la costruzione di un'economia solidale - spiega Alfredo Cucciniello, responsabile del dipartimento Pace e Stili di Vita - e lo facciamo realizzando progetti in Brasile come in Africa, ma soprattutto intessendo relazioni con persone, associazioni e organizzazioni della società civile internazionale, delle Chiese locali e delle missioni». La parola d'ordine è «globalizzare la solidarietà»: «Vogliamo rafforzare la speranza che uscire dalla crisi, costruire un'altra economia fondata non sul profitto di pochi ma sulla buona vita di tutti, governata da istituzioni rivolte davvero alla giustizia e al bene comune, non è solo un sogno, ma un processo già in atto. E il tempo di crisi può essere un tempo opportuno».

Tra gli impegni della delegazione delle Acli, i seminari della Caristas brasiliana sulla giustizia, il lancio del nuovo portale italiano dell'economia solidale "Zoes", la presentazione dell'edizione 2009 di "Terra futura", la fiera internazionale delle buone prassi di sostenibilità che si terrà a Firenze dal 29 al 31 maggio.

venerdì 23 gennaio 2009

Radiovaticana: I cattolici vietnamiti aiutano i poveri a festeggiare il nuovo anno lunare


◊ Si moltiplicano le iniziative dei cattolici in Vietnam per aiutare le persone più povere a festeggiare il nuovo anno lunare. Il Paese asiatico sta vivendo un momento economicamente difficile, ripercussione della liberalizzazione del mercato attuato dal governo nel 1990, che ha visto l’ingigantirsi del problema con i recenti avvenimenti mondiali, facendo crescere il numero delle persone che non hanno neppure da mangiare. Ed è in questo scenario che molte parrocchie promuovono raccolte di denaro tra i fedeli da donare alle famiglie bisognose, in maggioranza buddiste. Singolare l’iniziativa, riferita dall'Agenzia AsiaNews, di una parrocchia che per raccogliere soldi si è affidata ad un sito internet, precisando che il ricavato sarà usato anche per acquistare cibo, abiti, medicine e sedie a rotelle per orfani, malati di Aids e handicappati, oltre che per costruire case o scavare pozzi per i più poveri dei poveri, in zone remote. Nell’estremo sud del Paese, le suore di San Paolo di Chartres, che hanno visto, qualche tempo fa, la loro casa requisita e trasformata in parco pubblico, hanno deciso di rinviare la loro celebrazione del Tết e dare la priorità alla distribuzione di aiuti. (F.C.)

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Radiovaticana: Pakistan: nuova ondata di violenza contro i cristiani


◊ La violenza contro i cristiani in India ha superato le frontiere, coinvolgendo anche il Paese vicino, il Pakistan. Un articolo pubblicato da “L'Osservatore Romano” - ripreso dall'agenzia Zenit - spiega che chiese, scuole e istituzioni private, così come decine di case di cristiani, sono state bersaglio di numerosi attacchi. Oltre alle 170 scuole che hanno subito attacchi o danni negli ultimi due anni, più di 400 strutture educative si sono viste costrette a chiudere o a sospendere la propria attività. La ragione è che il 15 gennaio scorso è stato annunciato da un'emittente locale un decreto che minacciava di attentati e rappresaglie le scuole che stessero funzionando dopo quella data. Presidi, insegnanti e genitori di istituzioni dirette da associazioni cristiane o da altre comunità ed etnie indipendenti hanno deciso di chiudere le strutture fino alla revoca dell'editto. L'articolo descrive il “clima di terrore” vissuto dagli abitanti nel deserto di Swat, all'interno della provincia di frontiera del nord-ovest, osservando che “si tratta di un territorio dove di fatto governano le bande dei talebani, che hanno preso di mira in particolare gli istituti di educazione femminili”. A seguito del lancio di bombe rudimentali, è stata distrutta anche una scuola diretta da una comunità di suore carmelitane apostoliche originarie dello Sri Lanka, che aveva circa mille studenti. La chiusura delle strutture ha pregiudicato circa 125.000 bambini e giovani, che hanno dovuto sospendere gli studi a tempo indeterminato. La violenza ha colpito anche vari templi e case nella provincia del Punjab: “un non precisato numero di musulmani” ha “assaltato la chiesa e quattro abitazioni di cristiani nel villaggio di Kot Lakha Singh, compiendo anche atti di tortura”. Gli assalitori hanno attaccato anche altre case cristiane e sono entrati in chiese cattoliche e protestanti, dove hanno distrutto testi sacri e danneggiato la mobilia. Anche se gli atti sono stati denunciati alla polizia, nessuno è stato arrestato. (R.P.)

Gaza scrive

Lettera di ringraziamento del parroco di Gaza per gli aiuti e le preghiere

◊ “Che Dio spazi via la rabbia degli uomini e inondi Gaza della sua grazia. A nome della gente di Gaza vi vogliamo dire grazie, amici di tutto il mondo, per le vostre preghiere incessanti e per l'aiuto di cui abbiamo bisogno urgentemente e che speriamo ci raggiunga presto”. E’ un passo della lettera del parroco di Gaza, padre Manuel Musallam, rilanciata oggi dal sito web del patriarcato latino di Gerusalemme. Padre Manuel racconta di una terra devastata, di ferite profondissime e difficili da guarire, nel copro e nella mente degli abitanti di Gaza. Descrive l’assoluto e sempre più pressante bisogno di mettere, una volta per tutte, la parola fine alla guerra tra israeliani e palestinesi, sottolineando però che non esiste pace senza giustizia.
Nella lettera si lancia ancora una volta un appello a ciascuno, perché non si dimentichi delle sofferenze di Gaza. La lettera si apre con una preghiera: “Dio – scrive padre Musllam - spazzi via la rabbia degli uomini e inondi Gaza con la sua grazia e il suo amore. Centinaia di persone sono state uccise e molte di più sono rimaste ferite durante l’invasione israeliana. La nostra gente ha sopportato il bombardamento delle case, la distruzione del raccolto, ha perso ogni cosa e adesso è senza dimora”. “Come i primi cristiani - si legge nel documento - la nostra gente sta vivendo un periodo di grandi persecuzioni, persecuzioni che andranno testimoniate alle future generazioni come una prova della fede, della speranza e dell’amore di questa gente”. “Adesso – prosegue padre Musallam - molte famiglie sono rifugiate presso le scuole dell’agenzia delle Nazioni Unite per l’assistenza ai profughi palestinesi, dove speravano di essere al sicuro. Gli aiuti di emergenza non sono ancora arrivati alla nostra chiesa e la nostra gente, avendo troppa paura ad avventurarsi nella città distrutta, non è in grado di raggiungere i magazzini in cui sono stoccati gli aiuti della Croce Rossa e delle Nazioni Unite”. “Noi speriamo in Dio ma ci appelliamo al mondo intero e in particolare alla Chiesa perché Gaza venga aiutata. Le vostre preghiere e la vostra sollecitudine saranno la nostra salvezza. Il mondo - conclude - deve trovare una soluzione per il popolo palestinese e non ci si deve accontentare di tornare al punto in cui eravamo prima che scoppiasse questa guerra. I confini che ci separano da Israele devono essere ridisegnati e l'occupazione, che è iniziata 60 anni fa, deve finire. Lo status dei rifugiati palestinesi deve essere risolto sulla base del Diritto al ritorno e Gerusalemme Est deve diventare la capitale dello Stato palestinese. Bisogna abbattere il muro dell'apartheid, aprire i valichi di frontiera, liberare i detenuti palestinesi e smantellare gli insediamenti israeliani in modo che la terra possa tornare ai suoi legittimi proprietari palestinesi. La pace è possibile solo se si accorda con la giustizia. Se il mondo garantirà i diritti umani ai palestinesi, ci sarà sicuramente pace in Medio Oriente.” (T.C.)

mercoledì 21 gennaio 2009

Kenya: domani a Nairobi i funerali di padre Giuseppe Bertaina


◊ Si svolgeranno domani nella Chiesa della Consolata, a Nairobi, i funerali di padre Giuseppe Bertaina, il missionario della Consolata che operava in Kenya da oltre 50 anni, barbaramente assassinato venerdì scorso nella capitale keniana. Dopo la cerimonia funebre – riferisce l’Ansa -, il corpo del missionario sarà trasferito per una veglia all'Istituto di Studi filosofici, che si trova a Langata, quartiere povero alla periferia ovest di Nairobi. Venerdì mattina il feretro sarà portato nella parrocchia di Muranga (Kenya centrale) dove padre Giuseppe aveva operato per circa 23 anni; infine il corpo sarà inumato nel non lontano cimitero di Mathari, dove vengono sepolti i missionari della Consolata. Padre Giuseppe, 82 anni, originario di Madonna dell'Olmo (Cuneo), è stato ucciso per rapina nel suo ufficio all'Istitudo di Studi filosofici della Consolata, da lui stesso creato. Tre persone, tra cui un suo ex allievo ed una ragazza, sono fuggiti di fatto senza nulla, perchè non c'erano soldi. La donna è stata presa dai guardiani, dopo aver gettato via il libretto d'assegni del religioso. Uno degli altri complici, l'ex allievo, è stato identificato con certezza, ma non è stato ancora preso. (M.G.)