Una verità irrisolta

Una verità irrisolta
ispirazione quindi impegno
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venerdì 10 aprile 2009

Venerdì Santo 2009: 10 aprile

MEDITAZIONI E PREGHIERE DI
Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor
THOMAS MENAMPARAMPIL, S.D.B
Arcivescovo di Guwahati (India)

Anche nella nostra Parrocchia queste meditazioni sono state lette con momenti di silenzio per la meditazione.

Riporto qui il Link per chi vuole approfondirne il contenuto


mercoledì 11 febbraio 2009

Il diritto di voto in India

India: a rischio la partecipazione elettorale per 70 mila cristiani

◊ In India oltre 70 mila cittadini cristiani rischiano di non poter esercitare il loro diritto al voto per il rinnovo del Parlamento nazionale e delle istituzioni locali. La partecipazione alla consultazione, prevista tra aprile e maggio, è a rischio perché i loro documenti di identità o elettorali sono stati bruciati o distrutti durante i drammatici giorni delle violenze anticristiane iniziate ad agosto e compiute da estremisti radicali indù. Il governo del distretto di Kandhamal, in Orissa, ha pianificato la distribuzione di nuovi documenti di identità ed elettorali. Ma decine di migliaia di cristiani sono fuggiti in Stati confinanti e fin quando non torneranno nella zona di Kandhamal, appare improbabile che possano ricevere i nuovi documenti. Padre Sajan George, presidente nazionale del Global Council of Indian Christians, ha affermato che la privazione del diritto di voto “rivela un'inclinazione a marginalizzare e a soffocare la voce della minoranza cristiana”. Fonti locali hanno poi riferito ad AsiaNews che i profughi non tornano nei loro villaggi perché manca ancora un’adeguata cornice di sicurezza: “Il governo – ha spiegato un cristiano che preferisce mantenere l’anonimato – ha stanziato una somma irrisoria di 10 mila rupie (circa 158 euro) per compensare coloro che hanno avuto la casa distrutta o danneggiata”. “Molti cristiani – ha concluso – hanno accettato la somma, ma l’hanno usata per comprarsi delle baracche e cambiare villaggio. Nessuno di loro è tornato fino ad oggi”. (A.L.)

venerdì 23 gennaio 2009

Radiovaticana: Pakistan: nuova ondata di violenza contro i cristiani


◊ La violenza contro i cristiani in India ha superato le frontiere, coinvolgendo anche il Paese vicino, il Pakistan. Un articolo pubblicato da “L'Osservatore Romano” - ripreso dall'agenzia Zenit - spiega che chiese, scuole e istituzioni private, così come decine di case di cristiani, sono state bersaglio di numerosi attacchi. Oltre alle 170 scuole che hanno subito attacchi o danni negli ultimi due anni, più di 400 strutture educative si sono viste costrette a chiudere o a sospendere la propria attività. La ragione è che il 15 gennaio scorso è stato annunciato da un'emittente locale un decreto che minacciava di attentati e rappresaglie le scuole che stessero funzionando dopo quella data. Presidi, insegnanti e genitori di istituzioni dirette da associazioni cristiane o da altre comunità ed etnie indipendenti hanno deciso di chiudere le strutture fino alla revoca dell'editto. L'articolo descrive il “clima di terrore” vissuto dagli abitanti nel deserto di Swat, all'interno della provincia di frontiera del nord-ovest, osservando che “si tratta di un territorio dove di fatto governano le bande dei talebani, che hanno preso di mira in particolare gli istituti di educazione femminili”. A seguito del lancio di bombe rudimentali, è stata distrutta anche una scuola diretta da una comunità di suore carmelitane apostoliche originarie dello Sri Lanka, che aveva circa mille studenti. La chiusura delle strutture ha pregiudicato circa 125.000 bambini e giovani, che hanno dovuto sospendere gli studi a tempo indeterminato. La violenza ha colpito anche vari templi e case nella provincia del Punjab: “un non precisato numero di musulmani” ha “assaltato la chiesa e quattro abitazioni di cristiani nel villaggio di Kot Lakha Singh, compiendo anche atti di tortura”. Gli assalitori hanno attaccato anche altre case cristiane e sono entrati in chiese cattoliche e protestanti, dove hanno distrutto testi sacri e danneggiato la mobilia. Anche se gli atti sono stati denunciati alla polizia, nessuno è stato arrestato. (R.P.)