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venerdì 5 marzo 2021
mercoledì 24 febbraio 2021
2 articoli di Agenzia Fides sul caso dell'Ambasciatore in Congo
| AFRICA/CONGO RD - “L’attacco all’Ambasciatore italiano è la manifestazione eloquente del terrorismo che la popolazione deve affrontare da anni” |
| Kinshasa (Agenzia Fides) – L’ONG congolese per i diritti umani CEPADHO, nel porgere le condoglianze per l’uccisione di Luca Attanasio, del carabiniere di scorta, Vittorio Iacovacci e dell’autista congolese Mustafa Milambo, condanna fermamente questo crimine e qualifica “l’attacco come una manifestazione eloquente del terrorismo che la popolazione deve affrontare da diversi anni nel Nord Kivu”. Nel comunicato inviato all’Agenzia Fides il CEPADHO “incoraggia le autorità congolesi a coinvolgere le forze armate congolesi, la Polizia, i Servizi di sicurezza civile e militare, nella ricerca attiva degli autori di questo barbarie, in modo che vengano arrestati e che rispondano penalmente per il loro atto. In questa occasione, CEPADHO invita le Grandi Potenze a mostrare più solidarietà con la RDC a caccia di gruppi armati e movimenti terroristici, in vista della loro eliminazione immediata e definitiva nell'est del paese”. (L.M.) (Agenzia Fides 24/2/2021) |
AFRICA/CONGO RD - “L’Ambasciatore Attanasio era vicino al mondo missionario” dice una volontaria salesiana |
| Kinshasa (Agenzia Fides) - Luca Attanasio, l’Ambasciatore italiano nella Repubblica Democratica del Congo, “era vicino al mondo missionario che opera nell’est del Paese”, dove è stato ucciso insieme al carabiniere di scorta, Vittorio Iacovacci, e all’autista congolese Mustafa Milambo. Lo afferma, in un colloquio con l’Agenzia Fides, Monica Corna, Capo missione salesiana VIS (Volontariato Internazionale per lo Sviluppo) in RDC, che ha lavorato a fianco dei Salesiani per 18 anni. “Il dottor Attanasio era bene conosciuto dalla comunità missionaria nel Nord Kivu” dice Monica Corna, che da 18 anni opera con il VIS presso il centro don Bosco a Goma, il capoluogo della provincia orientale congolese. “Era sicuramente una persona molto entusiasta, che credeva in quello che faceva” dice la volontaria. “L’Ambasciatore Attanasio si era recato nel Nord Kivu per constatare di persona la difficile realtà delle popolazioni locali: per lui era importante vedere una certa realtà per avere una visione diretta per essere un vero testimone”. Sulla dinamica dell’agguato Monica Corna dice “non ho elementi per fare supposizioni su quel che è successo”, ma aggiunge che "se è comprensibile l’emozione che la morte dei nostri connazionali ha suscitato in Italia, non bisogna cedere alla rabbia e spero che un atto del genere non faccia dire a qualcuno 'basta aiuti al Congo'. Questo sarebbe andare contro lo spirito che ha animato l’Ambasciatore Attanasio, che credeva che la Repubblica Democratica del Congo dovesse avere il posto che le spetta tra le nazioni”. “La reazione dei congolesi è di dolore e di sgomento” afferma la volontaria. “Molti si chiedono perché il nostro Paese deve far notizia a livello internazionale solo quando accadono tragedie del genere”. In effetti la stampa internazionale si occupa della RDC e in particolare di questa area, solo quando nelle violenze sono coinvolti cittadini stranieri, soprattutto se occidentali. “Ma le violenze contro le popolazioni locali sono quasi quotidiane ma cadono nel silenzio” sottolinea la volontaria del VIS. L’agguato che ha portato all’uccisione dei tre uomini è avvenuto nella mattinata di ieri, 22 febbraio, nei pressi del villaggio di Kibumba, tre chilometri da Goma. Le circostanze del triplice omicidio sono ancora in fase di accertamento. (L.M.) (Agenzia Fides 23/2/2021) |
sabato 19 febbraio 2011
Internet e fame nel mondo
Roma (Agenzia Fides) - Nel 2010 in Africa Sub-Sahariana solo 6 persone su 100 hanno utilizzato internet. Nella Repubblica Democratica del Congo, dove il Movimento Lotta Fame nel Mondo (MLFM) ha già installato 10 parabole, questo indice scende allo 0,5%. Questi dati sono sconcertanti se si pensa che nel mondo occidentale l’accesso a internet oscilla tra il 49% dell’Europa e il 70% degli Stati Uniti d’America. I paesi più poveri del mondo come Niger, Sierra Leone e Repubblica Democratica del Congo non arrivano all’1%. Il divario tecnologico e informatico rappresenta un ostacolo allo sviluppo sociale ed economico in una società dell’informazione come quella attuale, poiché impedisce alle informazioni di circolare e quindi ai popoli di crescere in termini di accesso alle opportunità globali, all’educazione e alla consapevolezza dei propri diritti. Secondo quanto comunica all’Agenzia Fides il MLFM, da un decennio l'organizzazione combatte il digital divide attraverso progetti specifici volti non solo al semplice accesso alle tecnologie, ma anche a particolari metodologie di aiuto e supporto quali la telemedicina e la formazione a distanza. MLFM, al fine di ampliare il raggio d’azione della sua missione, ha fondato internet4dev, per offrire le proprie competenze e i servizi ad esse annessi a tutti gli enti che operano nel settore dello sviluppo fornendo loro un servizio internet economicamente sostenibile ed efficiente attraverso la tecnologia satellitare. (AP) (19/2/2011 Agenzia Fides)
giovedì 9 dicembre 2010
Preghiamo per lui!
AFRICA/CONGO RD - Ucciso un seminarista gesuita in Congo
Kinshasa (Agenzia Fides)- Un seminarista gesuita di nazionalità togolese, Nicolas Eklou Komla, è stato ucciso domenica 5 dicembre sulla strada Belair di Mont Ngafula, alla periferia di Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo.Nella notte tra il 4 e il 5 dicembre, il seminarista stava rientrando a piedi con alcuni colleghi allo scolasticato gesuita “St Pierre Canisius” di Kimwenza, quando un uomo armato e mascherato ha bloccato il loro cammino, probabilmente per rapinarli. Ne è una nata una discussione che è presto degenerata: il bandito ha sparato alcuni colpi di arma da fuoco che hanno colpito il seminarista, che è deceduto alcune ore dopo.
Nicolas Eklou Komla, era nato il 4 giugno 1985 in Togo, ed era entrato nella Compagnia di Gesù il 7 ottobre 2008. Aveva emesso i primi voti il 2 ottobre 2010. Nicolas Eklou Komla era giunto nella RDC due mesi fa per studiare filosofia.
I funerali del seminarista si terranno l’11 dicembre presso la Chiesa Sainte Marie de Kimwenza. Nicolas Eklou Komla verrà inumato nel cimitero dello scolasticato “St Pierre Canisius”di Kimwenza. (L.M.) (Agenzia Fides 9/12/2010)
martedì 26 ottobre 2010
AFRICA/CONGO RD - Si prepara una nuova guerra nel nord Kivu?
Kinshasa (Agenzia Fides)- Una nuova guerra nell’est della Repubblica Democratica del Congo è alle porte? È quanto si chiedono i missionari della “Rete Pace per il Congo” che riferiscono a Fides alcune indicazioni apparse sulla stampa internazionale su una possibile inedita alleanza tra forze dissidenti rwandesi e milizie congolesi per rovesciare il governo del Presidente Paul Kagame in Rwanda.
“Incrociando le informazioni apparse sia sulla ‘Libre Belgique’ sia sul ‘Congo Tribune’, nel nord Kivu, nell’est della RDC, si starebbero concentrando le forze della coalizione composta dai dissidenti del CNDP rimasti fedeli a Nkunda, dalle FDLR e dai Mai Mai congolesi” spiegano a Fides i responsabili della Rete. Il Congresso Nazionale per la Difesa del Popolo (CNDP) è un movimento ribelle congolese, guidato da Laurent Nkunda, che agisce nel Kivu. Dopo l’arresto di Nkunda da parte del Rwanda (dove è stato posto agli arresti domiciliari), il CNDP ha raggiunto un accordo con il governo di Kinshasa, e una parte dei suoi uomini sono stati integrati nell’esercito nazionale congolese. Le Forze Democratiche per la Liberazione del Rwanda (FDLR) sono un gruppo ribelle rwandese, composto in maggioranza di hutu, che dopo il 1994 si oppone al governo di Kigali. Opera però nel Kivu, così come i Mai Mai, una serie di milizie di autodifese congolesi, che si oppongono alla presenza straniera sul loro territorio. La coalizione anti Kagame sarebbe guidata dal generale Faustin Kayumba Nyamwasa, ex capo di Stato Maggiore dell’esercito rwandese, e compagno d’armi di Kagame, da qualche tempo rifugiatosi in Sudafrica, dove è sfuggito ad un tentativo di assassinio. Il governo rwandese lo accusa di essere il mandante di una serie di attentati commessi a Kigali.
Per bloccare sul nascere questa coalizione, il governo del Rwanda e quello della RDC starebbero preparando un’offensiva militare nel nord Kivu contro le FDLR e gli uomini di Nkunda. Vi sono voci non confermate dell’invio nell’est del Congo di truppe rwandesi in preparazione della nuova offensiva in coordinamento con l’esercito congolese.
“Il generale Nyamwasa- ricordano le fonti di Fides- è figlio di genitori tutsi e hutu. Questo potrebbe essere visto da qualche potenza, che vorrebbe sostituire Kagame, come un fattore di riconciliazione nazionale, in vista forse di nuovi scenari geopolitici regionali e internazionali”.
“Nyamwasa, però- aggiungono le nostre fonti- ha un grave handicap. È ricercato dalla giustizia spagnola per la morte dei frati maristi spagnoli, uccisi a Bukavu nel novembre 1996”. (L.M.) (Agenzia Fides 26/10/2010)
martedì 21 settembre 2010
La Citè Guanella
AFRICA/R.D.CONGO - Microcredito per 17 giovani della Cité Guanella
Kinshasa (Agenzia Fides) - Nuova esperienza di autonomia e responsabilità per 17 giovani accolti nella Citè Guanella, 11 dei quali già reinseriti in quattro villaggi circostanti e 6 ancora minori, sotto tutela dei guanelliani, fino al compimento della maggiore età. Il progetto, partito alla fine di maggio, ha previsto un programma specifico di formazione al microcredito, per la realizzazione e la gestione di microimprese. “Le attività scelte dai giovani, si legge in una nota di padre Guido Matarrese, responsabile della Citè Guanella, sono per la maggior parte agricole e prevedono la coltivazione di un ettaro di terreno con culture miste: manioca, melanzane pluviali, peperoncino pluviale, verdure locali. Uno dei giovani ha preferito realizzare una boutique commerciale a Kinshasa, mentre un altro, ha scelto di avviare una piccola attività come barbiere in città”. I sei minorenni, di circa 17 anni, sono stati coinvolti nell’avviamento di una boutique per la vendita di prodotti vari di consumo presso la Cité Guanella. “Il ricavato in questo caso, sottolinea padre Guido, servirà in primis a saldare il credito ricevuto e successivamente ad accumulare il piccolo capitale che permetterà a ciascuno dei 6 giovani, una volta raggiunti i 18 anni, di diventare autonomi economicamente, prendendo ciascuno la propria strada”. L’iniziativa è stata curata dalla ong italiana CISP (Comitato internazionale per lo sviluppo dei popoli), che ha ottenuto un finanziamento specifico per la promozione del progetto. (AP) (21/9/2010 Agenzia Fides)martedì 6 luglio 2010
Cifre?
AFRICA/SOMALIA - “Siamo rifugiati politici perseguitati nei nostri paesi” dichiarano i profughi del Somaliland
Hargesia (Agenzia Fides) – La recente dichiarazione del Governo della Repubblica del Somaliland, stato non riconosciuto dalla comunità internazionale, che non ci siano rifugiati nella regione ma solo migranti in cerca di lavoro dai paesi vicini, ha suscitato la protesta dei profughi del paese. In occasione di una cerimonia per la Giornata Mondiale dei Rifugiati che si è svolta ad Hargesia, capitale del Somaliland, un rappresentante dei rifugiati etiopi ha dichiarato “siamo rifugiati politici perseguitati nei nostri paesi” e ha aggiunto che le direttive politiche vanno contro le responsabilità umanitarie verso i rifugiati. Secondo l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), in Somaliland sono registrati almeno 1.600 profughi, 20 mila persone in attesa di asilo politico e 67 mila sfollati (IDPs). Tra i rifugiati, la maggior parte sono memebri delle etnie Oromo e Amhara della vicina Etiopia, il resto proviene da Eritrea, Repubblica Democratica del Congo e Uganda. Attualmente il rimpatrio non è semplice nè fattibile per la maggior parte di loro e l’UNHCR è impegnata alla reintegrazione di molti nel paese. (AP) (6/7/2010 Agenzia Fides)martedì 18 maggio 2010
Il Congo e le sue ricchezze
AFRICA/CONGO RD - “Attenzione alle manovre sull’Ituri, ricco di oro e di petrolio” dicono i missionari
Kinshasa (Agenzia Fides)- Il 3 maggio, i deputati della Provincia Orientale originari dell'Ituri (nord est della Repubblica Democratica del Congo) avevano dichiarato alla stampa di Kisangani “il 15 maggio prossimo, il distretto dell'Ituri diventerà la provincia dell'Ituri”. Questi parlamentari si basano sulla Costituzione del 18 febbraio 2006. Il suo articolo 2 stipula che “il 14 maggio 2010 è la data limite per l'erezione delle nuove province”. Floribert Katanabo, portavoce dei deputati dell'Ituri, ha affermato che l'Ituri è pronto a funzionare come provincia con tutte le sue istituzioni.
“La questione sollevata dai deputati dell'Ituri è pertinente. Ma la Costituzione non autorizza affatto delle dichiarazioni unilaterali senza l'appoggio di una legge organica. Su questo punto, la legge sul decentramento e delimitazione delle entità decentralizzate è ancora in discussione al Parlamento. Ragione per cui l'assemblea nazionale ha intenzione di procedere alla revisione costituzionale, particolarmente nei suoi articoli 2 e 226” afferma una nota inviata all’Agenzia Fides dalla “Rete Pace per il Congo” promossa dai missionari che operano nella RDC.
“Il pericolo di questa dichiarazione dei deputati dell'Ituri, che assomiglia ad una provocazione o a una ribellione, potrebbe suscitare delle emulazioni e delle reazioni a catena. O semplicemente, i deputati dell'Ituri hanno deciso di esercitare una pressione sul governo e sul Parlamento, ciò non è da escludere” afferma la nota.
I missionari ricordano che “l’Ituri rimane una delle zone più ricche della RDCongo. Oltre all'oro, ai diamanti, al caffè e al legname, l'Ituri dispone del petrolio del lago Alberto, del quale alcune società petrolifere straniere stanno per avviare la sua estrazione”.
“Si ricorderà che, in un passato recente, certi Congolesi si sono lasciati manipolare da un paese vicino sostenuto da potenze straniere, per destabilizzare la RDC e dedicarsi al saccheggio delle ricchezze dell'Ituri stesso” prosegue la nota.
“Bisognerà verificare se dietro la dichiarazione dei deputati, possa esserci ancora una mano invisibile che spinge di nuovo i congolesi ad altri atti di ribellione con la finalità di balcanizzare la RDC con pretesti fallaci. Al centro di questo ennesimo complotto, l'oro, ma soprattutto il petrolio del Lago Alberto che suscita molte bramosie. Spetta alle autorità competenti fare una profonda riflessione, per scoprire ciò che possa nascondersi dietro tale dichiarazione” conclude il documento. (L.M.) (Agenzia Fides 18/5/2010)
