Una verità irrisolta

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venerdì 25 agosto 2023

Notizie da Vatican News 24 agosto 2023

 

I Gesuiti condannano il provvedimento con cui lo Stato del Nicaragua ha revocato lo status giuridico della Compagnia di Gesù
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In Nicaragua continua l'aggressione ingiustificata contro i Gesuiti in un contesto generale di repressione. La Provincia Centroamericana della Compagnia di Gesù ... 

Sal Salvador, la commemorazione delle vittime dell'Uca nel 33.mo anniversario, nel novembre 2022, dell'uccisione
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I sei gesuiti e le due donne, uccisi dai militari nel 1989 nel Paese dell’America centrale, sono parte del grande sacrificio pagato dalla Chiesa salvadoregna ... 

Padre Paul Sanogo, il religioso rilasciato in Nigeria
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La notizia del rilascio, a 21 giorni dal sequestro, diffusa dall'agenzia Fides: si tratta di un religioso appartenente ai Padri Bianchi, originario del Burkina ... 

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L'ex uomo di fiducia del presidente russo Putin e capo del gruppo mercenario è rimasto ucciso in quello che si sospetta sia un abbattimento del suo jet, tra ... 

lunedì 9 agosto 2021

Da Agenzia fides "Promuovere il giusto processo nel sistema dell'immigrazione" 9 Agosto 2021

 


AMERICA/STATI UNITI - "Promuovere il giusto processo nel sistema dell'immigrazione", chiedono i vescovi
 
Washington (Agenzia Fides) - Dinanzi l'annuncio del Dipartimento della sicurezza interna degli Stati Uniti (DHS) di sottoporre alcune famiglie di migranti a procedure di allontanamento accelerato, un processo in base al quale i funzionari dell'immigrazione possono rapidamente, e in assenza di un'udienza, espellere i non cittadini sospettati di essere entrati di recente negli Stati Uniti senza ispezione, Mons. Mario E. Dorsonville, vescovo ausiliare di Washington e presidente del Comitato per le migrazioni della Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
"A febbraio abbiamo accolto gli ordini esecutivi firmati dal presidente relativi alla rimozione delle barriere e al ripristino del giusto processo nel sistema dell'immigrazione legale. Un giusto processo equo è vitale per lo stato di diritto per prosperare in conformità con il bene comune, e non possiamo avere un sistema di immigrazione "equo, ordinato e umano" senza solide protezioni del giusto processo.
"Pertanto, invitiamo l'amministrazione a invertire la rotta sull'uso esteso delle espulsioni celeri, riesaminare l'uso delle autorità del titolo 42 e promuovere veramente il giusto processo, coerentemente con gli impegni passati. Rinnoviamo anche l'appello che ho rivolto in aprile ai miei fratelli vescovi lungo il confine tra Stati Uniti e Messico, facendo eco a Papa Francesco: lavoriamo insieme come nazione per accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti secondo la loro dignità data da Dio. Consapevoli delle preoccupazioni per la salute pubblica, incoraggiamo politiche supportate da solide motivazioni scientifiche e ci opponiamo a quelle che hanno un impatto insopportabile su famiglie, bambini e altre popolazioni vulnerabili. Infine, elogiamo i recenti sforzi dell'Amministrazione per ampliare l'accesso alla vaccinazione per i migranti, che è fondamentale per limitare la diffusione di COVID-19".
La dichiarazione conclude con una preghiera: "In questo Anno di San Giuseppe, preghiamo perché il patrono delle famiglie interceda a favore delle famiglie migranti vulnerabili, in particolare di quelle che viaggiano con bambini e anziani".
Le espulsioni del titolo 42 sono rimozioni da parte del governo degli Stati Uniti di persone che sono state di recente in un paese in cui era presente una malattia trasmissibile . L'estensione dell'autorità per le espulsioni legate al contagio è stabilita dalla legge in 42 USC § 265 . Durante la pandemia di COVID-19 , l' amministrazione Trump ha utilizzato questa disposizione (sezione 265) per bloccare generalmente l'ingresso via terra per molti migranti. Il programma è stato continuato dall'amministrazione Biden
Dal 30 luglio, il Dipartimento per la sicurezza interna degli Stati Uniti (DHS) ha iniziato un programma di rimpatrio di salvadoregni, honduregni e guatemaltechi con l'attuazione di voli di espulsione celere.
È opinione diffusa che l'uso di questa proceduta pregiudichi il giusto processo e impedisca l'accesso alle protezioni garantite sia dal diritto interno che da quello internazionale.
Secondo le statistiche del Dipartimento per la sicurezza interna degli USA, a giugno 2021, 62.309 salvadoregni sono stati trovati al confine meridionale degli Stati Uniti.
(CE) (Agenzia Fides 09/08/2021)

lunedì 18 gennaio 2021

Agenzia Fides 18 gennaio 2021: dopo 29 anni gli accordi di pace devono essere ancora realizzati e l’ingiustizia continua

 

AMERICA/EL SALVADOR - L'Arcivescovo di San Salvador: dopo 29 anni gli accordi di pace devono essere ancora realizzati e l’ingiustizia continua
 
San Salvador (Agenzia Fides) - Nel suo consueto incontro domenicale con i giornalisti, l'Arcivescovo di San Salvador, Mons. José Luis Escobar Alas, ieri si è soffermato come primo punto, sulla richiesta fatta al Congresso per una modifica della Costituzione, in modo che vi sia scritto il diritto umano di ogni cittadino ad una alimentazione adeguata. I cittadini di El Salvador infatti non godono di questo diritto benché il paese abbia firmato gli accordi proposti dalle Nazioni Unite già dal 1948. Come ha sottolineato l'Arcivescovo, "il paese manca di una politica di sicurezza alimentare e nutrizionale. Si spera - ha aggiunto -, che sia approvata nell'assemblea del prossimo 19 gennaio".
L'Arcivescovo quindi si è soffermato sugli "Acuerdos De Paz" (Accordi di Pace) di 29 anni fa, evidenziando che non dovrebbero continuare a essere celebrati, in quanto la popolazione è ancora in attesa della loro realizzazione. Inoltre il cambio di nome fatto dal presidente Bukele, poco interessa, ha commentato, sono molto più importanti i contenuti che il nome.
Il 16 gennaio 1992 il governo firmò un Accordo di pace con la guerriglia di sinistra al castello di Chapultepec, a Città del Messico, mettendo fine a una guerra civile durata 12 anni e nella quale sono morte 75mila persone.
Gli Accordi di Pace inizialmente sono stati una cosa buona, ma tutto è rimasto lì, ha detto il Presule: “Non si è svolto il processo di pace richiesto, tutte le famiglie delle vittime sono rimaste deluse e tutta la popolazione è impotente davanti ad una legge dell’amnistia che non ha permesso la giustizia". "E' vero che il primo accordo è stato quello di vivere in democrazia, ma l'ingiustizia continua" ha sottolineato Mons. Escobar Alas.
"Sono trascorsi 29 anni da questa firma, e non si vede la vera riforma che si era proposta. E’ una cosa molto triste – ha affermato -. Per esempio, la riforma tributaria. Non si è fatto nulla al riguardo. I poveri continuano a pagare gli stessi tributi dei ricchi. La riforma delle pensioni, un altro caso simile. La riforma educativa, ancora niente. Solo con la riforma costituzionale dell'acqua siamo riusciti nell’intento, ma con molta fatica e senza le proposte di una vera riforma. Ecco perché questi Accordi di Pace non si vedono sotto questo aspetto. C'è sempre violenza. Ecco perché insistiamo che gli Accordi di Pace sono stati una cosa buona, ma si devono ancora realizzare, per dare origine ad una nuova società".
Poi ha sottolineato che "celebrare gli Accordi che non sono stati realizzati, è un vero peccato, non ha senso. Noi vogliamo giustizia, e giustizia per il popolo. Sono ormai 5 anni che abbiamo proposto la Legge di Riconciliazione, ma ancora niente" ha concluso l’Arcivescovo.
(CE) (Agenzia Fides 18/01/2021)