Una verità irrisolta

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giovedì 9 dicembre 2021

Avvenire.it Giulio Regeni che abbraccia Patrick Zaki


 La street artist Laika ha raffigurato ancora Giulio Regeni che abbraccia Patrick Zaki. Nella notte tra il 7 e l'8 dicembre l'artista è tornata a Villa Ada, a Roma, nei pressi dell'ingresso dell'ambasciata d'Egitto per affiggere un nuovo poster sullo stesso muro in cui era già nel 2020 aveva dedicato un’opera ai protagonisti.

All’indomani della sentenza del tribunale egiziano, Zaki non è più raffigurato la divisa da carcerato disegnata l’anno scorso, ma è sempre protetto dall'abbraccio di Giulio Regeni, il quale gli dice: «Ci siamo quasi», mentre lo studente gli chiede di stringerlo ancora. Sullo sfondo la “porta di uscita” che dal buio conduce alla luce e in primo piano la scritta «Innocente».

«Patrick è uscito ieri dal carcere in cui era rinchiuso dal febbraio 2020. Non è ancora formalmente libero ma è sicuramente un passo avanti importantissimo - ha dichiarato Laika -. Adesso dobbiamo tenere l'attenzione ancora più alta. Zaki deve essere scagionato da tutte le accuse e tornare definitivamente libero. Non abbassiamo la guardia. Ci siamo quasi».

lunedì 6 dicembre 2021

www.tmnotizie.com Amnesty International si mobilita per Patrick Zaki, martedì prossimo in piazza Pertini ad Ancona

 ANCONA – In occasione dell’udienza di Patrick Zaki che si terrà il 7 dicembre, le attiviste e gli attivisti di Amnesty International, nei giorni precedenti e in quello del processo, manifesteranno in circa 50 città italiane, accompagnati da numerosi gruppi della società civile, rappresentanti di enti locali, giornaliste e giornalisti Rai e parlamentari, auspicando un esito positivo.


Ad Ancona l’appuntamento è per martedì 7 dicembre alle ore 18.30 in piazza Pertini, grazie all’organizzazione del gruppo locale di Amnesty con la collaborazione di Acu Gulliver e l’adesione dell’Università Politecnica delle Marche e dell’Anpi – sezione di Ancona.


Lo studente dell’Università di Bologna, che quel giorno sarà giunto al 668° giorno di prigionia, è sotto processo in Egitto presso un tribunale d’emergenza per l’accusa di “diffusione di notizie false”, derivante unicamente dall’esercizio della sua libertà di espressione e di ricerca.

“Quella del 7 dicembre potrebbe essere l’udienza decisiva per Patrick, giacché altri processi come il suo sono arrivati o stanno volgendo alla fine- ha dichiarato Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia- la speranza è che un giudice riconosca, dopo quasi due anni, l’infondatezza dell’accusa di diffusione di notizie false. Il timore è che la magistratura egiziana non rinneghi sé stessa ed emetta una condanna: se ciò accadesse, sarebbe uno sviluppo terribile, anche perché nei confronti delle sentenze dei tribunali d’emergenza non è previsto appello”, ha proseguito Noury.

Le mobilitazioni sono già iniziate il 2 dicembre. L’elenco delle piazze, in continuo aggiornamento, è disponibile sul sito di Amnesty alla pagina https://www.amnesty.it/patrick-zaki-50-piazze-attenderanno-lesito-delludienza-del-7-dicembre/ .

Alla mobilitazione hanno aderito a livello nazionale A buon diritto, Associazione Diffondiamo Idee di Valore, FNSI, UsigRai, StationToStation. 

Per informazioni: ai.marche@amnesty.it; 335 1302269; fb Amnesty Ancona

sabato 4 dicembre 2021

Egitto, 50 piazze Di Amnesty International Italia attenderanno l’esito dell’udienza del 7 dicembre

 

Egitto, 50 piazze Di Amnesty International Italia attenderanno l’esito dell’udienza del 7 dicembre

In occasione dell’udienza di Patrick Zaki che si terrà il 7 dicembre, le attiviste e gli attivisti di Amnesty International, nei giorni precedenti e in quello del processo, manifesteranno in circa 50 città italiane, accompagnati da numerosi gruppi della società civile, rappresentanti di enti locali, giornaliste e giornalisti Rai e parlamentari auspicando un esito positivo.
Lo studente dell’università di Bologna, che quel giorno sarà giunto al 668° giorno di prigionia, è sotto processo presso un tribunale d’emergenza per l’accusa di “diffusione di notizie false”, derivante unicamente dall’esercizio della sua libertà di espressione e di ricerca.
“Quella del 7 dicembre potrebbe essere l’udienza decisiva per Patrick, giacché altri processi come il suo sono arrivati o stanno volgendo alla fine”, ha dichiarato Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.
“La speranza è che un giudice riconosca, dopo quasi due anni, l’infondatezza dell’accusa di diffusione di notizie false. Il timore è che la magistratura egiziana non rinneghi sé stessa ed emetta una condanna: se ciò accadesse, sarebbe uno sviluppo terribile, anche perché nei confronti delle sentenze dei tribunali d’emergenza non è previsto appello”.
Le mobilitazioni sono già iniziate il 2 dicembre. L’elenco delle piazze, in continuo aggiornamento, è disponibile al seguente link.
Si segnalano in particolare gli appuntamenti del 6 dicembre a Bologna (17,30, Giardini Margherita) e del 7 dicembre a Roma (17.30, piazza Bocca della Verità).
Tra le prime adesioni alla mobilitazione, si segnalano A buon diritto, Associazione Diffondiamo Idee di Valore, FNSI, Usigrai e StationToStation.
Il portavoce di Amnesty International Italia, Riccardo Noury, sarà a disposizione della stampa il 6 dicembre a Bologna e il 7 dicembre a Roma.

martedì 9 febbraio 2021

Con Giulio l'università di Cambridge si è comportata in modo omertoso

 Roberto Saviano sottolinea le differenze tra l'università di Cambridge e l'università di Bologna nel proteggere i loro studenti: "Con Giulio Regeni, l'università di Cambridge è stata omertosa"


https://www.la7.it/atlantide/video/regeni-laccusa-di-saviano-con-giulio-luniversita-di-cambridge-si-e-comportata-in-modo-omertoso-08-02-2021-364141

coopia per collegarti al filmato

domenica 7 febbraio 2021

Patrick Zaki, un anno dopo

 Quando il governo Gentiloni commise l’errore di rimandare l’ambasciatore italiano in Egitto, il giorno di Ferragosto del 2017, affinché l’opinione pubblica fosse sufficientemente distratta e in vacanza per non scendere in piazza indignata, il mio primo pensiero andò ai genitori di Giulio Regeni. Il secondo, tuttavia, andò alle regole essenziali della geo-politica e delle relazioni internazionali. Ebbene, lo dicemmo allora e lo confermiamo adesso: quella scelta fu un clamoroso errore, non solo per la disumanità che reca con sé quanto, più che mai, per le conseguenze che essa avrebbe avuto per il nostro Paese. Chiunque conosca l’importanza dei rapporti di forza, sa infatti che in politica estera, specie con nazioni rette da regimi dittatoriali in cui non esiste proprio il concetto di diritti umani, l’unica possibilità che si ha di prevalere su bande, ras locali, capitribù e tagliagole di varia natura è quella di non mostrare mai la propria debolezza, dovuta al fatto di avere remore che una dittatura non si pone minimamente. Serve anche una buona capacità diplomatica, ma da questo punto di vista siamo forse i migliori al mondo, considerando la qualità dei nostri ambasciatori e l’esperienza e la preparazione di tutto il personale della Farnesina.

Serve, tuttavia, anche un minimo di fermezza, la cognizione di essere l’Italia, un paese del G7, un paese cui non si può continuare a mentire impunemente come sta facendo il regime di al-Sisi in merito al caso Regeni, un paese che non si può prendere in giro fino al punto di tenere in prigione un ragazzo accusato di non si è ancora ben capito cosa. Ebbene, la vicenda di Patrick Zaki è emblematica della nostra fragilità, dell’ingiustizia di una tirannia invereconda, della necessità di concedergli subito la cittadinanza italiana e del dovere morale che ha la nostra categoria di tenere accesi i riflettori su una tragedia che non può essere derubricata a questione secondaria, neanche in una fase così travagliata della nostra vita politica e civile.
Perché Patrick, al pari di Giulio Regeni, ci riguarda. Studiava in Italia, precisamente a Bologna, ed è nostro dovere far sì che vi torni quanto prima, che cessi la vera e propria tortura che sta subendo e che il nostro paese faccia sentire con vigore la propria voce, senza nazionalismi da operetta o nostalgie ducesche ma con l’autorevolezza di una sana politica mediterranea che favorisca la crescita della democrazia là dove sta attecchendo e non si pieghi al cospetto di despoti contro cui battersi è un preciso dovere.
Patrick Zaki, un anno dopo. Guai ad abbassare la guardia su un dramma che coinvolge da vicino tutti noi.

martedì 2 febbraio 2021

“Con Giulio Regeni tutti una grande famiglia”(fonte Irpinia News)

 

Patrick Zaki è cittadino onorario di Avellino: “Con Giulio Regeni tutti una grande famiglia”

1 Febbraio 2021

Renato Spiniello – Un Consiglio Comunale flash convocato in modalità mista concede la cittadinanza onoraria di Avellino a Patrick Zaki, lo studente dell’Alma Mater Studiorum-Università di Bologna arrestato durante un viaggio in Egitto e da quasi un anno prigioniero a Il Cairo. Un arresto illegale secondo Amnesty International che ne chiede con forza il rilascio insieme a famiglia e amici e che, sulla scorta dell’uccisione dell’italiano Giulio Regeni, ha destato scalpore e solidarietà.

Tanti i comuni che in Italia hanno approvato la delibera di conferimento della cittadinanza al giovane attivista egiziano, a partire proprio da Bologna. Con esito immediato – e con 22 voti a favore e quello contrario del capogruppo del Movimento 5 Stelle Luigi Urciuoli – è stata concessa l’onorificenza a Zaki anche ad Avellino.

L’assise monotematica è stata convocata su richiesta del capogruppo di Avellino Prende Parte Francesco Iandolo. “Zaki sta subendo cose irrispettose per un essere umano, il nostro impegno deve riguardare la sua scarcerazione da accuse ingiuste e infondate” afferma quest’ultimo nel suo intervento, ricordando che già tante città italiane hanno concesso l’onorificenza e anche alcuni comuni limitrofi come Atripalda, Cesinali e Aiello del Sabato. “Vogliamo che Patrick sia considerato no uaglione r’Avellino” chiosa Iandolo.

“Con questa iniziativa vogliamo contribuire a vincere una battaglia mondiale” aggiunge il sindaco Gianluca Festa. A Palazzo di Città sarà riproposto anche lo striscione per la ricerca di verità e giustizia per Giulio Regeni. “Siamo una grande famiglia e rappresentiamo un unico grande pensiero” conclude la fascia tricolore.

lunedì 14 settembre 2020

RavennaeDintorni.it A Cervia un aquilone per Zaky: «Per far volare Patrick fuori dalla prigione»

 

A Cervia un aquilone per Zaky: «Per far volare Patrick fuori dalla prigione»

Con il disegno di Gianluca Costantini. La lettera dello studente alla famiglia

Amnesty Ravenna Aquilone ZakyFar volare Patrick Zaky fuori dalla prigione. Questo il senso dell’iniziativa di Cervia a sostegno del giovane attivista per i diritti umani detenuto da sette mesi nelle carceri egiziane. Un aquilone con il disegno (realizzato dall’illustratore ravennate Gianluca Costantini) dello studente dell’Alma Mater di Bologna avvolto da un filo spinato si è librato sulla spiaggia di Tagliata.

L’evento è stato organizzato da Amnesty International Italia, Articolo 21 e Festival dei diritti umani a cui hanno aderito anche altre associazioni.

Aquilone AmnestyNel corso della conferenza stampa Giulia Groppi di Amnesty International Italia ha elencato le trattative commerciali e militari in corso tra Italia ed Egitto e ha detto: «Con che coraggio l’Italia porta avanti tranquillamente tutte queste trattative quando l’Egitto da quattro anni si rifiuta di collaborare per la ricerca della verità su Giulio Regeni e tiene in carcere Zaky? Questi i quesiti che abbiamo posto al governo. Crediamo debba esserci un cambio di rotta».

«L’appello al governo è di non trattare con i fascisti» – ha aggiunto Donato Ungaro di Articolo 21, per il quale «con chi rientra nella categoria dei dittatori non si può trattare».

L’unica colpa di Zaky, ha detto il direttore del Festival dei diritti umani, Danilo De Biasio, «è di aver scritto che in Egitto non esistono i diritti umani. E la prova è il fatto che per averlo scritto è finito in galera».

L’aquilone girerà per altre città, tra le prossime ci sono Marzabotto, Conselice e Perugia.

Nel corso della stessa giornata di ieri, 12 settembre, gli attivisti della campagna “FreePatrick” hanno informato che «Patrick ha scritto alla famiglia e ai suoi amici in Egitto per sapere come stanno e per rassicurarli sul suo stato di salute, e mandare il suo amore agli amici di Bologna e di Granada».

Nella missiva Patrick «si augura che la fortuna lo assista nella sua prossima udienza, in modo da poter riguadagnare la libertà».

Nella nuova lettera Patrick ha chiesto anche ai familiari «la data della prossima udienza». La famiglia, si legge sempre nel messaggio sul social network, «ha potuto lasciargli del cibo e dei prodotti per l’igiene nel luogo in cui è detenuto ed è stata rassicurata sul suo stato di salute attraverso una lettera ricevuta dalla prigione di Tora».

lunedì 29 giugno 2020

Ultimi alert su Zacky e Regeni


«Inammissibile e ingiurioso vendere armi all'Egitto»
27/06/2020 «È un oltraggio agli italiani, a Giulio Regeni e ai suoi genitori, a Patrick Zacky e a tutti gli egiziani che subiscono violazioni dei diritti ...


Civati: "Per liberare Zaky c'è uno spiraglio: il governo non si limiti alla moral suasion"
Però non basta che il premier Conte dica di avere parlato con Al Sisi sia delle inchieste per la morte di Giulio Regeni che della libertà per Zaky.


Italia, Libia ed Egitto: triangolo denso di nubi
... o legame) fra l'Egitto, che non presta alcuna attenzione all'assassinio del giovane ricercatore italiano Giulio Regeni, ma onora costosissimi prodotti ...


Convocazione del Consiglio Comunale per lunedì 29 giugno 2020 nella Residenza Municipale
13 MOZ/8/2020 – Mozione del Consigliere Giuseppe Massari per Giulio Regeni.

venerdì 12 giugno 2020

Tanti collegamenti per parlare di Giulio Regeni e, magari, trarne qualche giusta considerazione


Conte convocato dalla Commissione d'inchiesta su Giulio Regeni: “Spieghi su fregate vendute all ...
Il presidente Conte sarà convocato d'urgenza dalla Commissione parlamentare d'Inchiesta sulla morte di Giulio Regeni. Le due fregate vendute dal ...


Giulio Regeni, Di Maio: “La vendita delle fregate Fremm all'Egitto non è conclusa”
L'accordo ha subito scatenato le polemiche, con la famiglia di Giulio Regeni che ha detto di sentirsi “tradita dal governo”. ORFINI: PD FAVOREVOLE A ...


I genitori di Giulio Regeni ospiti di Propaganda Live 12 giugno
Venerdi 12 giugno 2020 ultimo appuntamento stagionale con Propaganda Live, il programma di Diego Bianchi “Zoro”, in onda domani in diretta dalle ...


Regeni, Crimi a Sono le Venti (Nove): “Armi all'Egitto? Manovra economica, non un regalo ...
“È singolare – ha aggiunto Crimi – che la commissione d'inchiesta su Giulio Regeni convochi il presidente del Consiglio. Quasi che Conte si debba ...


Regeni, Frantoianni (Leu): “Non concludere vendita delle fregate all'Egitto.”
... dentro una normalizzazione irragionevole, per esigere la verità e la giustizia per l'omicidio di Giulio Regeni ostacolata finora dal regime egiziano e ..


Maggioranza divisa sulle armi ad Al-Sisi, il governo è in stallo
Giuseppe Conte si rende conto che non è aggirabile la figura di Giulio Regeni. Vendere all'Egitto di Al-Sisi due navi da guerra, ha scatenato la ...


Egitto: Garavini (IV), verità e giustizia per Regeni e Zaki ma anche cooperazione e sicurezza
Roma, 10 giu 12:17 - (Agenzia Nova) - Ottenere verità e giustizia per Giulio Regeni e Patrick Zaki è un imperativo per l'Italia, e lo Stato deve fare di ...


La Commissione Regeni ascolterà il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Intervista ad ...
Intervista ad Erasmo Palazzotto sulla richiesta di Sinistra Italiana di una Commissione parlamentare d'inchiesta sulla morte di Giulio Regeni e sulla ...


Conte: “Inchiesta di Bergamo? Non sono preoccupato, riferirò tutto ai magistrati. Regeni? In ...
... commissione d'inchiesta sul caso di Giulio Regeni. “Ho urgenza di chiarire alla commissione parlamentare di inchiesta, riferirò appena possibile.


Le pressioni della Difesa dietro le navi all'Egitto. Che per Conte vanno vendute. La maxi ...
... Giulio Regeni, ora rifletta tanto sulla prima quanto sulla seconda battaglia, senza dare ma nemmeno togliere il proprio placet alla maxi-commessa ...

domenica 7 giugno 2020

venerdì 29 maggio 2020

Verità per Regeni e Zaki iniziativa in Emilia romagna

Emilia-Romagna, la Regione stoppa l’accordo con l’Egitto: «Per Regeni e Zaki»

L’intesa con il Paese africano è rimandata in commissione, col voto a favore della maggioranza e l’astensione del centrodestra

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L’omaggio a Zaki sulla facciata del Palazzo dei Notai a Bologna (archivio)
L’omaggio a Zaki sulla facciata del Palazzo dei Notai a Bologna (archivio)

L’Emilia-Romagna stoppa l’accordo con l’Egitto in materia di educazione e formazione, perché «non ci sono le condizioni per la ratifica». Il motivo? La mancata verità sul caso di Giulio Regeni e la detenzione di Patrick Zaki. «Non possiamo considerare normali le nostre relazioni col governo egiziano», dice chiaro e tondo Elly Schlein, vicepresidente della Regione, intervenuta in Assemblea legislativa per chiedere di sospendere l’esame dell’intesa, che avrebbe dovuto essere ratificata ieri dal parlamentino di viale Aldo Moro. «La Giunta ha deciso di chiedere la sospensione dell’esame di questo provvedimento — spiega Schlein — che riguarda un accordo su educazione e formazione professionale che coinvolge un fondo che fa capo al Consiglio dei ministri egiziano». In questo momento, afferma Schlein, «non ravvisiamo le condizioni per ratificare l’accordo, perché non possiamo considerare normali le nostre relazioni col governo egiziano quando da 52 mesi ancora chiediamo verità e giustizia per Giulio Regeni, senza ottenere risposte, e quando dal 7 febbraio Patrick Zaki, iscritto all’Alma Mater, è detenuto in un carcere egiziano fino a data da destinarsi senza avere chiarezza sulle ragioni di questa detenzione e senza notizie sulle sue condizioni psico-fisiche, che ci preoccupano». Per questo, afferma la vicepresidente della Regione, «ci uniamo alla voice di chi ne chiede la liberazione e il rispetto dei suoi diritti fondamentali». L’accordo con l’Egitto è stato così rimandato in commissione, col voto a favore della maggioranza e l’astensione del centrodestra.


giovedì 23 aprile 2020

sabato 7 marzo 2020

Un po' di googlenews su Regeni e Zaky


Una raccolta firme per lo striscione "Verità per Giulio Regeni"
... Mario Zamorani, organizzerà nel fine settimana una raccolta firme per chiedere al Comune di ripristinare lo striscione "Verità per Giulio Regeni".
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Petizione per lo striscione per Giulio Regeni
L'associazione fe-nice organizza nel fine settimana una raccolta firme per una petizione in cui chiede di riposizionare lo striscione per Giulio Regeni.
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Su Comune Bologna striscione per Zaky libero
Esposto accanto al cartello 'Verità per Giulio Regeni'. © ANSA. - RIPRODUZIONE RISERVATA. +CLICCA PER INGRANDIRE. Redazione ...
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