Una verità irrisolta

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venerdì 30 settembre 2022

Mahsa Amini

 

il 13 settembre Mahsa Amini, 22 anni, è stata arrestata a Teheran dalla cosiddetta polizia “morale” iraniana per non aver portato in modo conforme il velo, violando dunque un obbligo del tutto discriminatorio.

 

Secondo testimoni oculari, è stata picchiata violentemente mentre veniva portata in un centro di detenzione. È morta tre giorni dopo!

 

Da quel giorno, una straordinaria ondata di proteste si è riversata nelle strade dell’Iran. Migliaia di persone stanno protestando, accanto a loro, in tutto il mondo. 

 

La risposta delle autorità iraniane è estremamente brutale: dall’inizio delle proteste sono oltre 70 le persone morte, tra cui anche dei minorenni, e centinaia quelle ferite. 

 

Chiedi l'abolizione della legge che obbliga le donne a indossare il velo, la fine della repressione e dell’impunità.


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venerdì 16 settembre 2022

Condanne a morte in Iran: firma l'appello

 

Zahra Sedighi Hamedani è stata condannata a morte per “corruzione sulla terra” da un tribunale iraniano, solo per aver lottato per i diritti delle persone Lgbtqia+.

 

Insieme possiamo salvarla!

“Spero verrà il giorno in cui potremo vivere in libertà nel nostro paese…”

Zahra Sedighi Hamedani

 

Zahra è un’attivista non binaria per i diritti Lgbtqia+. Per il suo aspetto, la sua identità e il suo attivismo, è stata incarcerata, insultata e ora condannata a morte. 

 

Il 27 ottobre 2021 le Guardie rivoluzionarie l'hanno arrestata al confine tra Iran e Turchia, mentre stava tentando di entrare in Turchia per cercare protezione internazionale. Sottoposta a regime di sparizione forzata per 53 giorni, è stata poi  tenuta in isolamento in un centro di detenzione a Urmia. 

 

Durante questo periodo, un agente delle Guardie rivoluzionarie l’ha sottoposta a intensi interrogatori accompagnati da violenza verbale e insulti diretti alla sua identità e al suo aspetto. 

 

La storia di Zahra non è un caso isolato. Insieme a lei, anche Elham Choubdar è stata condannata a morte per il suo orientamento sessuale e la sua identità di genere. 

Chiedi alle autorità iraniane di annullare le sentenze e le condanne a morte e di rilasciare immediatamente Zahra Sedighi-Hamadani ed Elham Choubdar.